BLACK MOOR

ORDINE: Cypriniformes
FAMIGLIA: Cyprinidae
SPECIE:
 Carassius auratus auratus
NOME COMUNE: Pesce rosso o carassio
ZONA D’ORIGINE
: Asia orientale
CARATTERISTICHE:
Il pesce rosso è originario della Cina, appartiene alla famiglia dei Ciprinidi (come le carpe e i barbi), e le numerose varietà oggi disponibili  in commercio sono state selezionate a fini ornamentali fin dall’antichità.
Non si evidenziano particolari differenze tra i due sessi: la femmina è appena più grande dei maschi e, in periodo pre-riproduttivo, si può notare il ventre rigonfio di uova, mentre il maschio sviluppa sulla testa e sulle pinne dei piccoli “tubercoli nuziali”.
ALIMENTAZIONE:
Come la carpa, suo parente selvatico, in natura si alimenta di detrito vegetale, alghe e piccoli invertebrati, che “risucchia” dal fondo sabbioso dei corsi d’acqua in cui vive.
Per quanto riguarda l’alimentazione in cattività esistono in commercio mangimi specifici, in forma di scaglie, granelli o stick, già completi e bilanciati, essenziale è evitare di somministrare quantità eccessive di alimento che possono sovraccaricare l’apparato digerente e contribuire a sporcare eccessivamente l’acqua.
RIPRODUZIONE:
Sono pesci prolifici, che depongono le uova tra i vegetali. La loro riproduzione principalmente ha luogo in primavera-estate quando le femmine si radunano in grossi bacini non molto profondi e successivamente sono raggiunte dai maschi. Il corteggiamento può durare da poche ore a circa tre giorni, alla fine dei quali la femmina espelle le uova, ne può fare trentamila per ogni chilogrammo di peso del suo corpo. Le uova successivamente vengono fecondate dallo sperma maschile la fecondazione, infatti,  è esterna al corpo materno. Dopo circa una settimana, nascono gli avannotti di cui ne sopravviverà solo una parte. 
PRINCIPALI MALATTIE:
Tra le specie comunemente diffuse negli acquari di acqua dolce, sono i tra i pesci più robusti;  possono però soffrire di alcuni disturbi, tra cui:
-Ulcera: in genere è contagiosa ma raramente letale, può provocare mutilazioni. Non si può curare quindi si deve isolare il pesce malato.
– Idropisia: è una malattia un po’ più rara, il sintomo principale è uno “spettinamento” delle squame.
– Infezioni fungine o batteriche.
ALLEVAMENTO:
Quando decidiamo di comprare un pesciolino, come per qualsiasi altro animale domestico, dobbiamo preoccuparci in primis di creargli un ambiente confortevole in cui vivere che, nel caso dei pesci, rappresenta un vero e proprio ecosistema composto da molteplici fattori che possono minare la salute ed il benessere del nostro coloratissimo amico.
Assolutamente da evitare la tradizionale boccia di vetro, di cui recentemente è stata vietata la vendita, nociva per svariati aspetti:
– La forma:  le bocce rotonde sono una vera e propria tortura per qualunque tipo di pesce: oltre a deformare la visuale, non danno loro modo di avere dei punti di riferimento ed è come se vivessero costantemente con fortissimi giramenti di testa.
– L’apertura:  l’imboccatura così piccola rispetto alla “pancia” non permette una sufficiente ossigenazione dell’acqua.
– Le dimensioni:  la particolare conformazione della boccia fa sì che non vi sia fisicamente lo spazio per muoversi o nuotare per nessuna specie di pesce, tantomeno per un pesce rosso che si accresce molto velocemente.
Esattamente come una casa, una cuccia o una gabbia anche un acquario può ospitare solo un determinata quantità di pesci e tale numero di solito è molto più basso di ciò che possiamo immaginare. Tra i fattori da tenere in considerazione per determinarlo c’è la disponibilità di ossigeno nell’acqua e la velocità con cui il filtro è in grado di trattare i materiali di scarto. Riferendoci ai di piccoli pesci d’acqua dolce, una stima accettabile del numero di pesci che possono essere inseriti in un acquario può essere data dalle dimensioni stesse dell’animale, calcolando circa un litro d’acqua ogni 2 cm di lunghezza dell’esemplare moltiplicato per il numero degli animali. Ad esempio due pesci rossi di circa 7 cm di lunghezza ciascuno avranno bisogno di una vasca di almeno 28-30 litri, ma i litri necessari aumenteranno velocemente al crescere della taglia.
Ovviamente questa è solo un’indicazione di massima perché in realtà vanno considerati molti altri importanti fattori, come il tasso di crescita dei pesci, il loro livello di attività, la territorialità, il comportamento sociale ecc… Il metodo migliore per determinare la capacità dell’acquario è procedere ad aggiungere i pesci con calma, controllando ogni volta la qualità dell’acqua, procedendo essenzialmente per tentativi.
Proprio per le peculiarità dei Ciprinidi, la vasca deve avere un fondale fatto di ghiaia o sabbia e alcune decorazioni che permettano all’animale di crearsi dei punti di riferimento e di svago “giocando” ad attraversare le diverse strutture o nascondendosi tra le piante, anche se artificiali.
Come accennato in precedenza, lo scambio di ossigeno tra aria e acqua sulla superficie è molto importante e di conseguenza lo è la superficie dell’acquario. La capacità può essere incrementata dal movimento della superficie e dalla circolazione dell’acqua, oltre che con un’aerazione artificiale (un comune ossigenatore costa poche decine di euro), che non solo può migliorare lo scambio dell’ossigeno (considerato anche che durante la stagione estiva, all’aumentare della temperatura dell’acqua la solubilità dei gas diminuisce.), inoltre la maggior aerazione facilita anche la decomposizione dei materiali di scarto.
Il pesce rosso è un animale che predilige nuotare sul fondo quindi se il vostro pesciolino sta troppo spesso a boccheggiare sulla superficie dell’acqua significa, molto spesso, che il vostro acquario è decisamente asfittico!
Infine altro elemento fondamentale per la salubrità del vostro acquario è il filtro: anch’esso deve essere adeguatamente dimensionato in funzione della capacità della vasca, del numero e del tipo di pesci.
In mancanza di tale attrezzatura è bene provvedere a mantenere l’acqua limpida e pulita, cambiandola ogni volta che si rende necessario evitando però sbalzi di temperatura o composizione troppo drastici, si consiglia quindi di cambiare circa metà del volume d’acqua dell’acquario con acqua di rubinetto che abbia “riposato” in un secchio almeno una notte e di miscelare l’acqua della vasca con l’acqua pulita gradatamente in modo che i pesci abbiano il modo di acclimatarsi alle nuove condizioni (vedi anche la sezione “Curiosità animale”).

NOTA BENE:
Grazie alla grande prolificità, i pesci rossi reintrodotti in habitat favorevoli al loro sviluppo diventano infestanti e danneggiano l’equilibrio autoctono. Non liberate quindi il vostroi pesciolino in corsi o specchi d’acqua naturali!!!

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