Quaglia giapponese

QUAGLIA GIAPPONESE

La quaglia giapponese differisce dalla Coturnix coturnix, per dimensioni (leggermente più grossa la specie asiatica) e per il canto. Inoltre essendo una specie allevata dall’Uomo già da centinaia d’anni ha perso buona parte del proprio comportamento selvatico (come ad es. l’istinto migratorio) e quindi si adatta meglio a vivere in condizioni di cattività.
ORDINE: Galliformes
FAMIGLIA: Phasianidae
SPECIE:
 Coturnix japonica
NOME COMUNE: Quaglia giapponese
ZONA D’ORIGINE
: Asia orientale

CARATTERISTICHE:
Questi simpatici gallinacei sono di taglia estremamente ridotta (circa 15 cm).  Il mantello tipico del maschio è di colore grigio sulla parte ventrale e marrone su quella dorsale, a gola nera con due strisce orizzontali bianche, mentre la femmina è di color marrone non uniforme per mimetizzarsi tra la vegetazione durante la cova. L’allevamento di questa specie a scopo ornamentale ha permesso di ottenere numerose varietà dai piumaggi molto colorati (blu, albino, argento…).
ALIMENTAZIONE:
In natura si nutrono di semi di cereali e insetti per cui in cattività bisogna somministrare loro un misto di granaglie (grano, miglio, avena, orzo, mais sbriciolato…), tarme della farina o camole, ed integrare con verdura e sali minerali.
Molto più comoda risulta la somministrazione di mangimi pellettati o misti specifici che risultano già completi per i loro fabbisogni, soprattuto durante il periodo primaverile-estivo.
RIPRODUZIONE:
La femmina depone durante la  stagione estiva dalle 4 alle 6 uova che cova per 16-18 gg., i pulcini, dopo poche ore dalla schiusa, sono già in grado di seguire i genitori, formando caratteristiche file. Essendo di origine asiatica alle nostre latitudini difficilmente le uova, regolarmente deposte,  non vengono però covate per mancanza di combinazione ottimale tra temperatura e fotoperiodo.
PRINCIPALI MALATTIE:
Sono animaletti rustici che non presentano particolari patologie per lo meno allo stadio adulto. I pulcini invece sono molto più delicati e soggetti a malattie infettive, per cui è necessaria la vaccinazione ed un’attenta cura.
ALLEVAMENTO:
E’ un uccello che convive volentieri con altri individui, anche di specie diverse, e risulta facilmente addomesticabile. Necessita di una voliera sufficientemente spaziosa con fondo a terra dove poter razzolare e becchettare, abitudine questa che le ha attribuito il ruolo di “spazzino delle voliere”.
La gestione è molto semplice in quanto sono sufficienti: una mangiatoia, meglio se dotata di dispositivo antispreco, dove mettere le granaglie o il mangime apposito, un abbeveratorio a campana con acqua fresca e pulita ed un piccolo riparo che abbia funzione di nido, il fondo ideale della voliera è costituito da prato o paglia grossolana e a fibra lunga, per il nido si può utilizzare anche pellettato o trucioli di legno.
IN CATTIVITÀ: è un uccellino molto simpatico, facilmente addomesticabile e dal canto non fastidioso. Attualmente allevato come animale ornamentale per parchi e giardini, nonché per la produzione “casalinga” di deliziose ovine.

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