GERBILLI

ORDINE: Rodentia
FAMIGLIA: Muridae
SPECIE: Meriones unguiculatus
NOME COMUNE: Gerbillo
ZONA D’ORIGINE: zone desertiche di Asia e Africa.
CARATTERISTICHE:
Il gerbillo ha molti pregi e pochi difetti, che gli hanno permesso di trasformarsi da sfortunata cavia da laboratorio ad apprezzato animaletto da compagnia: dolcissimo, non tenta mai di mordere è molto pulito, non emana cattivi odori e sporca pochissimo rispetto agli altri roditori.
Si conoscono un’ottantina di specie di gerbillo diffuse in tutta l’Africa e in buona parte dell’Asia.Vivono tutte in gruppi di una ventina d’esemplari dentro le gallerie scavate nella sabbia delle regioni desertiche e steppose. Fra tutte è soprattutto la specie originaria della Mongolia a rivelarsi un perfetto animale domestico. Il colore originario del gerbillo della Mongolia è il classico sabbia, ma in commercio si trovano anche numerose mutazioni di colore: bianche, albine, argento, pezzate bianche su sfondo nero o bianco.
Dimensioni da adulto: 130gr 10-12 cm di lunghezza più 6-11 cm di coda.

ALIMENTAZIONE:
La dieta del gerbillo è costituita da una miscela di semi simile a quella del criceto (ma con meno semi di girasoli), fieno, frutta secca servita rigorosamente con il guscio integro per permettere un fisiologico consumo dei denti ed offrirgli un’opportunità di svago, frutta e verdura fresca asciutta e a temperatura ambiente (carote, spinaci ,trifoglio ,mela…)
In natura si nutre anche di insetti, il cui apporto proteico possiamo sostituire con piccoli pezzetti di formaggio, uova o yogurt intero.
Il gerbillo è coprofago, cioè ingerisce le sue feci ma solo per recuperare preziose vitamine!

RIPRODUZIONE:
La maturità sessuale si ha tra il terzo e il quarto mese e il maschio si riconosce per i testicoli particolarmente voluminosi; la gestazione dura 25-26 giorni e la femmina può partorire fino a 14 piccoli ogni due mesi: i cuccioli nascono senza pelo con occhi e orecchi chiusi e pesano appena tre grammi ma nel giro di quattro settimane sono già autosufficienti.

PRINCIPALI MALATTIE:
La vita media di un gerbillo si aggira sui 4-5 anni. E’ importante fare caso alle sue abitudini per accorgerci immediatamente se qualcosa non va, sintomi inequivocabili sono: una riduzione della sua vivacità, dimagramento e appetito scarso, secrezioni nasali, zoppia o andatura incerta, noncuranza del pelo e rigonfiamenti sottocutanei.
Le patologie più comuni possono essere:
– Malattia della “coda bagnata”: patologia infettiva data da batteri e virus in concomitanza con una cattiva alimentazione e condizioni stressanti. Si presenta con anoressia diarrea acquosa e disidratazione.
– tumori: frequenti soprattutto in soggetti anziani.
dermatite e ulcerazione del muso: molto comune nei gerbilli è causata dallo sfregamento del muso contro le sbarre della gabbia. E’ importante tagliare loro regolarmente le unghie per evitare che si facciano male graffiandosi!

ALLEVAMENTO:
Può vivere sia in gabbia sia in terrario anche se quest’ultima soluzione è preferibile; una vaschetta di plastica di almeno 60 per 40 cm andrà benissimo. Il fondo dovrebbe essere spesso qualche cm e costituito o da truciolo di legno o da tutolo di mais; il tutto andrà sostituito ogni 5 o 6 giorni. E’ molto importante che la vaschetta abbia una buona copertura in quanto i gerbilli sono ottimi saltatori! All’interno non deve mai mancare dell’acqua fresca e, spazio permettendo una ruota di metallo.
Non va lavato, ma necessita di quotidiani bagni di sabbia grazie al quale si libera di fastidiosi detriti e parassiti: una bacinella riempita di sabbia fine e talco basterà allo scopo.
E’ un animale molto sociale che soffre la solitudine, quindi è consigliabile, tenendo conto della sua elevata prolificità, allevarlo in compagnia di altri esemplari (eventualmente anche dello stesso sesso); ricordando però che in un gruppo già consolidato di gerbilli, la colonia non accetta nessun “nuovo arrivato” per cui è bene decidere fin da subito quanti animaletti vorremmo tenere, anche e soprattutto in funzione delle ore che passiamo fuori casa durante la giornata.
Nel caso, invece, avessimo tempo e  pazienza da dedicare alla sua compagnia, potremo abituarlo ad uscire dalla gabbia e ad essere accarezzato…scopriremo così un vivace e simpatico compagno di gioco che si divertirà ad “arrampicarsi” sul suo amico “a due zampe”!
Ricordiamoci che, quando permettiamo al nostro amico di uscire dalla sua dimora per esplorare la nostra, la sua curiosità lo porterà ad infilarsi in ogni pertugio e ad “assaggiare” con gli incisivi ogni tipo di materiale quindi attenzione ai fili elettrici, mobili, oggetti di valore e superfici con altezze elevate (mensole, tavoli…) da cui potrebbe lanciarsi in quanto questi coraggiosi animaletti non percepiscono l’altezza come un pericolo!

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